La Pieve di San Nicomede

La Pieve romanica di San Nicomede è un’antica Basilica Regia la cui storia è documentata a partire dal IX secolo, ma le cui origini si fondano nella leggenda dei poteri taumaturgici di una sorgente denominata Fontana Broccola. Si narra che, anticamente, i pellegrini afflitti dal mal di testa portassero una pietra o un mattone sulla testa fino alla sorgente, attingendo poi a quell’acqua, con l’auspicio di guarire.

Sul sito di pellegrinaggio, probabilmente il più antico del parmense dedicato al culto di San Nicomede, nel IX secolo si realizza una piccola chiesa dove, a partire dall’anno 876 sono collocate le spoglie del Santo, martirizzato a Roma nella seconda persecuzione di Domiziano nell’anno 85 d.C.. Successivamente le spoglie di San Nicomede vengono trasferite nel Duomo di Parma, ma nella cripta della Pieve è ancora custodita una sua reliquia.

La prossimità della chiesa con il tracciato della Via Francigena la rende un polo religioso molto frequentato dai pellegrini nel corso dei secoli. Il sito è in realtà considerato luogo sacro a partire dall’epoca romana, come testimonia il ritrovamento nell’area, di svariate tombe ricoperte da tegole romane. Documenti del VII secolo attestano che proprio questo luogo segnasse il confine tra le città di Parma e di Piacenza.

La pieve che oggi possiamo visitare, un edificio ad aula unica con tetto a capriate, abside e cripta, è il risultato della sovrapposizione di svariate fasi costruttive. La parte più antica è la cripta a tre navate, realizzata probabilmente nel IX secolo con elementi architettonici recuperati da edifici più antichi, tra cui due colonne scanalate di epoca romana e due di età longobarda, dove al capitello intagliato viene sovrapposto un massiccio pulvino. Anche le lastre di marmo rosso Verona e Bianco di Carrara del pavimento della cripta, così come la vera del pozzo della Fontana Broccola, a cui ancor oggi attinge acqua, sono elementi architettonici di epoca romana, evidentemente provenienti da edifici di cui si è persa memoria. L’abside con contrafforte centrale è duecentesca, mentre l’aula è realizzata nel XIV secolo, come attesta l’iscrizione posta sopra l’ingresso. L’edificio assume la conformazione attuale dopo i lavori di restauro del 1909, quando viene eseguita la decorazione interna a fasce bicrome e vengono ricostruiti, con gusto eclettico che riprende lo stile romanico lombardo: il campanile, la facciata, il piccolo portico (protiro), il rosone, la cornice terminale a dentelli e i tre pinnacoli.

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